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interno della biblioteca rembrandt

Biblioteca Rembrandt 12: i libri in condominio

Il 2 febbraio 2013 nasce in via Rembrandt 12 a Milano una biblioteca molto particolare: alcuni condòmini decidono di allestirla nella portineria del palazzo in cui vivono. Oggi è una piccola ma brillante lanterna sul sentiero della lettura di molti milanesi (e non solo!).

I libri servono per arrivare alle persone. Ogni libro è una storia e ogni persona che entra in biblioteca è un libro con il suo vissuto. Se si riesce ad aprire il libro giusto, allora si può leggere anche dentro le persone”, questa è la filosofia di Roberto Chiapella, il fondatore della biblioteca, nonché condomino del palazzo in via Rembrandt 12.

Perché una biblioteca allestita all’ingresso di un palazzo?

I condomìni e i palazzi in città sono paesi che crescono verso l’alto in cui al massimo conosci chi condivide con te l’ascensore per pochi istanti al giorno. La biblioteca è nata per creare un luogo d’incontro, di scambio, di discussione e rendere meno sterili le rampe di scale e gli ascensori che sembrano dividere, anziché unire, le persone che abitano nello stesso contesto”.

La biblioteca è nata come spazio per la vita del condominio e dei suoi abitanti, ma ben presto l’eco di questa iniziativa ha portato all’apertura al pubblico, perché la cultura è di tutti.

opened booksLa poesia di un luogo sta anche nella storia che lo coinvolge mentre prende forma: la volontà di creare il senso di aggregazione e di condivisione di un progetto che unisse gli abitanti del condominio, si fece sentire già durante la progettazione della stanza. Roberto e alcuni vicini di casa iniziarono ad allestire la portineria, costruendo insieme le prime due librerie, che ben presto diventarono cinque, a coprire interamente le pareti della piccola stanza. Oggi la biblioteca accoglie i lettori con pareti rivestite di libri, fino al soffitto, un tavolo con alcune sedie e un piccolo divano. Una stanza per i libri e per la lettura che si è arricchita con il tempo grazie anche ai volumi regalati da amici, vicini, curiosi e lettori.

Quale fu il primo libro scelto per comporre la biblioteca?

Roberto Chiapella mi racconta di alcuni libri trovati in un cassonetto, proprio fuori dal suo condominio. Ancora incellofanati, gettati senza che gli fosse stata data la possibilità di raccontarsi. Roberto li ha riportati all’interno del palazzo, facendoli passare dalla porta principale e restituendo dignità alle parole scritte sulla carta per salvarle dall’oblio. Una seconda possibilità ai libri già letti che possono diventare un tesoro nuovo per qualcun altro e che aiutano a conoscersi e ad aprirsi per scoprire cosa vive e si muove sotto la copertina di un libro e della persona che lo sceglie.

Per incontrare il signor Roberto non è sempre necessario suonare il campanello di via Rembrandt 12: se camminando per Milano trovate un libro poggiato su un muretto o adagiato su una panchina, proprio lui potrebbe essere stato lì, per regalare ai passanti i libri della biblioteca, ormai colma.

Dare una seconda vita ai libri per donare qualcosa a chi forse nemmeno si conosce, è la missione di chi crede che la cultura debba uscire dalle stanze e correre incontro alle persone.

Una realtà da coccolare, accudire, tramandare e replicare: un esempio di come il piccolo possa diventare il punto di riferimento per molti. Seguite le pagina Facebook di Biblioteca Rembrandt 12 dove troverete tutte le informazioni su presentazioni di libri e opere, iniziative culturali e spunti di riflessione.

Grazie Roberto!

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