logo

“Nulla dies sine linea”
(Plinio il Vecchio)

Scrivimi per conoscere la ricetta per friggere gustose parole croccanti

giulia@calamaifritti.it

Calamaifritti

Fiocco di neve.

“Fiocchetto di Neve” di Giulia Di Placido

Racconto di Natale: “Fiocchetto di Neve”

Era la notte di Natale e Fiocchetto di Neve calava dal cielo disegnando nell’aria la sua traiettoria ballerina. Creava spirali di gioia riflettendo la luce della Luna che, per l’occasione, era comparsa in tutto il suo perfetto e tondo splendore. Si guardava attorno mentre roteava calmo su se stesso. Le sue punte argentate sembravano lanciare stelline di luce quasi impercettibili che creavano un caldo alone di soffice chiarore.

Era nato da una nuvola spumosa e silenziosa lassù, nel cielo scuro della notte, e aveva aperto gli occhi mentre già calava lento e leggero verso la terra. Le stelle gli diedero il benvenuto cospargendo il suo commino di polvere dorata e gli angeli, chiamati a raccolta tutti intorno a lui, soffiavano piano per spingerlo nel suo magico viaggio.

Ogni cosa provocava in lui un piccolo gorgoglio di felicità e un ovattato senso di pace e serenità. Da lontano riconobbe la scia della polvere di stelle della slitta di Babbo Natale di cui mamma Nuvola gli aveva tanto parlato. Si voltò verso sua madre, ormai lontana, ringraziandola per avergli raccontato tante volte la magia del Natale.

All’improvviso una folata di vento birichino lo fece roteare talmente in fretta da stordirlo. Chiuse forte gli occhi. Quando li riaprì si ritrovò appoggiato in punta di fiocco su un verde ago di pino da cui poteva osservare una grande finestra addobbata con ghirlande e palline di cristallo colorate. All’interno vide una stanza illuminata a festa, un albero trapuntato di luci, sfere dorate e fili d’argento e una tavola riccamente imbandita. I regali erano geometricamente posti sotto l’albero e infiocchettati a dovere.

E’ questa la magia del Natale? Colori, regali, suoni, cibo a non finire, luci… Mi piace! Ora che ho davvero visto con i miei occhi il Natale posso compiere la mia missione: unirmi al letto di fiocchi di neve ai piedi dell’albero per ricoprire il paesaggio di soffice neve

Si piegò per raccogliere le forze e spiccare un balzo verso il suolo, quando il suo sguardo cadde su due figure che camminavano lente e compatte nella notte. Si stropicciò gli occhi e osservò con molta attenzione e curiosità i due anziani figuri. I loro vestiti erano laceri e sporchi, così come i loro volti. Fiocchetto di Neve si spaventò e pensò che non voleva di certo addormentarsi con quell’ultima immagine in mente, così rivolse lo sguardo ancora una volta alla finestra e sorrise soddisfatto.

Tesoro mio, tra poco è Natale e anche quest’anno il mio regalo sei tu, che cammini accanto a me e non mi fai desiderare altro. Sei il mio cibo, la mia acqua, la mia coperta, la mia spalla. Buon Natale, Amore

L’anziano uomo vestito di stracci aveva pronunciato quelle parole stringendo forte le mani della donna che zoppicava al suo fianco. La guardava negli occhi con una luce così vera e intensa che lo scintillio della casa si spense immediatamente. La donna sorrise all’uomo e gli accarezzò il viso con un gesto talmente dolce e caldo che Fiocchetto di Neve non poté trattenersi dal sospirare beato:

Ora ho capito davvero cos’è lo spirito del Natale: l’Amore

E così dicendo gli parve di provarli su se stesso tutto quell’Amore e quel Calore e si accorse che lentamente si stava sciogliendo, mentre per un’ultima volta lanciava uno sguardo commosso alla Luna.

Buon Natale,

Giulia

No Comments

Post a Comment