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“Nulla dies sine linea”
(Plinio il Vecchio)

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Calamaifritti

Passeggeri in attesa dell'arrivo della metropolitana a Berlino.

Berlino: gli stereotipi sono out

Come ti trovi a Berlino Est? chiedeva Battiato nel 1989. Quello stesso anno cade il muro. Nel tempo Berlino ha abbattuto tanti altri muri: una città dalla mentalità aperta.

Un esempio? I cartelloni pubblicitari del prolungamento della linea della metropolitana U5 fino alla fermata Hauptbahnhof. Sono stata a Berlino a novembre e non ho potuto non fotografare questi cartelloni, espressione del rifiuto delle etichette e degli stereotipi.

Ecco le immagini che ho scattato:

Pubblicità metro U5 Berlino.
1. Se pensi a un macchinista che guida treni, come te lo immagini? A Berlino è donna!

Ragazza con il velo in una pubblicità di Berlino.
2. Una ragazza con il velo. Non la classica immagine stereotipata a cui siamo abituati, ma una ragazza alla moda, che rispetta la sua cultura abbracciando anche la modernità: velo azzurro, smalto verde, giubbetto di jeans e libri in mano.

Rappresentazione di una famiglia in stile berlinese.
3. Un bambino piccolo portato a spasso … dal papà! Perché pensare sempre e solo all’immagine della madre premurosa che coccola il suo bambino quando anche i papà hanno un ruolo fondamentale? La madre è tatuata e dallo stile underground (credo proprio che non sia una “pancina”). Una famiglia come tante, che non vive però nel Mulino Bianco.

Bacio tra due uomini a Berlino.
4. L’amore e la passione: in Italia forse sarebbe apparsa la classica e surreale coppietta felice che si sfiora con educata e timida tenerezza. A Berlino invece ci sono due uomini che si baciano. E nessun politico lì sembra averne fatto un caso di stato!

Due passeggeri della metro in un'illustrazione.
5. Non mancano l’ambientalista dallo stile un po’ hippy e il venditore del giornale berlinese Motz, la rivista scritta dai barboni che affronta soprattutto i problemi della categoria e che costa 1,20 euro (anche la Merkel legge il Motz).

Perché scegliere di mostrare sui cartelloni della nuova metro proprio queste categorie?

Perché rappresentano la vita vera. Quella che corre ogni giorno sui binari dei mezzi pubblici berlinesi. Un esempio di inclusione che sgancia il vagone degli stereotipi con un sonoro e fiero clac!

Un altro esempio di tutela delle minoranze che fa riflettere? Da ieri la Germania riconosce ufficialmente il terzo genere, in alternativa a “maschio” e “femmina”: l’intersessualità è legalmente riconosciuta. La Costituzione tedesca protegge in questo modo le persone intersessuali dalle discriminazioni contro di loro basate sul genere. Cosa si intende per intersessualità? Il sito intersexesiste lo spiega bene e la modella belga Hanne Gaby Odiele racconta la sua storia.

Quando la comunicazione, la grafica e la pubblicità raccontano storie vere facilitano l’immedesimazione mostrando modelli alla portata di tutti e soprattutto genuini. Allora sì che funziona!

Berlino è piuttosto una parte di mondo che una città.
Jean Paul, scrittore tedesco

Berlino è la più grande stravaganza culturale che si possa immaginare.
David Bowie

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